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Discendenza
di Re Poto,figlio di Re Adelchi-
Dinastia
dell'Imperatore Giovanni Maria Poti o
Comneno despota di Poti(Georgia)
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Manzoni,
notizie storiche dalla
tragedia Adelchi.

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Principi Puoti
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LO
STEMMA Avito dei
Puoti era il Serpente
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.Non
sembra suscitare dubbi l’etimologia del nome
di CASTELPOTO.
Il paese avrebbe preso il nome da Potone, duca
longobardo, nipote del principe Radelchi di
Benevento e che fu prigioniero di Siconolfo di
Salerno entrando a far parte in uno scam-bio di
prigionieri nell’anno 844, come si rileva dal
“Chronicon Anonimi Salernitani”.
Oltre queste esistono altre due interpretazioni
circa l’origine del nome Castelpoto.
La prima del Rev. De Mennato che, considerando
la posizione geografica del paese, domi-nante
sul tracciato della Via Latina, ne fa derivare
il nome dall’etimo latino “Castrum Po-tens”.
L’altra è avvalorata da un memorialista
napoletano sulla base di un’iscrizione
funeraria che si trova nella chiesa della
“Pietra Santa”, in Napoli, sulla tomba di un
giovane sacerdote di casa Puoti.
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Principi Puoti
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LO
STEMMA Avito dei Puoti era
il Serpente azzurro di Re
Desiderio.
POTI(Puoti)
O
lo Stemma dell'Aquila bicipite
d'oro su rosso .
Princes
Puoti
(Princes
Desiderio)
de
gueules ,à l'aigle bicephale
DESPOTA


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Discendenza di Re Adelchi detto Adelkis, rifugiatosi,
dopo l'ascesa del cognato Carlo Magno,presso
la cugina Irene di Bisanzio. Adelchi, in memoria dei
suoi avi ,Costantino, Potior Valens Valentiniano ,Gallia
Placida .Costanzo, muta il nome in Flavius Iovius
Patricius Teodatis Potior, principe despota di
Costantinopoli:il figlio
Flavius Jovius Poto ( detto anche Potone) Despota
Patrizio di Costantinopoli , da cui la dinastia
Commander o Despota dei Potior detti poi Comneno di Poti
I Puoti di Castello Puoti o Castelpoto,
da Poto, figlio di Re Adelchi e Gisla sorella di Carlo
Magno , sono capostipiti, attraverso Sikelgaita
della dinastia Altavilla, da cui Costanza , madre di
Federico II, e direttamente in linea di
primogenitura di Giovanni IV Comneno di Colchidia
(o Poti in Georgia ) (Despota di Colchida citta' della
Georgia che prese il nome di Poti dal Sovrano Comneno su
cui nel 1578 fu eretta la fortezza del sultano Murrad
III , detta Poti dal nome avito di Comeno in Georgia .A
Costantinopoli il nome Poto, scompare fino
all'epoca di Giovanni Comneno , la cui dinastia s'appellera'
Poti , dal nome della cittadella eretta dall'imperatore
Giovanni IV di Comneno, detto appunto Poti, (Georgia)

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Genealogia dei Puoti o Poti a Costantinopoli
1081 - 1118 ALESSIO I Comneno o Comader despota o Poto
-Potior (1048-Costantinopoli 1118).fu terzogenito di
Giovanni Comneno e nipote dell’Imperatore Isacco I
Comneno. Durante il periodo di agitazioni dei Ducas e
loro associati, Alessio e i suoi fratelli figurarono fra
gli oppositori. Scoppiata una rivolta nel 1081, Alessio
occupo’ Costantinopoli, detronizzando Niceforo III.
Combatte' in Epiro contro i Normanni di Roberto il
Guiscardo, in Tracia contro i Peceneghi (battaglia di
Levunio, 1091). Rialzo’ le sorti dell’Impero da
abile diplomatico. Concluse un accordo con Venezia
(1082) che gli assicuro’ un aiuto della flotta
veneziana in cambio di considerevoli vantaggi economici.
Questo accordo segno’ l’inizio della grande fortuna
delle Repubbliche Marinare Italiane. Regno' durante la
prima Crociata, quando la stessa Costantinopoli fu
minacciata dall'avanzata dei Selgiuchidi: invio' allora
una legazione dal Papa Urbano II, al sinodo di Piacenza,
invocando aiuto. In seguito, insospettito dalle
ambizioni dei nuovi venuti, cambio’ politica ed
avverso’ la formazione dei Regni Latini d’Oriente.
HISTAMENON
1118 - 1143 GIOVANNI II Comneno (1088-Tauro 1143) figlio
e successore di Alessio I fu considerato il piu’
grande dei Comneni. Rafforzo’ l’Impero e sconfisse i
Peceneghi (Berrhoia, 1122). Lotto’ contro gli Ungari
(1124-1128) per avere il controllo sui Serbi, Dalmati e
Croati. Nel 1126 ratifico’ il trattato con Venezia,
pur concedendo favori a Pisani e Genovesi.
Riconquisto’ gran parte dei possedimenti turchi,
sottomettendo la Cilicia, Antiochia (Piccola
Armenia,1138), Tripoli ed Edessa. In politica interna,
il Regno di Giovanni II Comneno fu caratterizzato dal
sorgere di fondazioni religiose.
HYPERPERON
La
questione di Antiochia (1137)
I
crociati, secondo gli accordi, avrebbero dovuto
restituire all'imperatore bizantino la città di
Antiochia. Ma il principe normanno Boemondo non rispettò
i patti.
Iniziò
una guerra a tre: turchi e bizantini contro i latini. I
turchi vi furono coinvolti con l'emirato dei
Danishmendiyya di Melitene.
Nel
1137 Antiochia si sottomise all'imperatore bizantino
Giovanni II Comneno.
1143 - 1180 MANUELE I Comneno (c.ca 1122-1180), quarto
figlio e successore di Giovanni II Comneno, tento’ una
politica di restaurazione in Italia (cerco' di attuare
l'Impero Universale) che provoco’ il dissanguamento
delle finanze bizantine. Respinse gli attacchi dei
Serbi, degli Ungari e dei Normanni, condotti da Ruggero
di Sicilia. Appoggio' le citta' guelfe italiane contro
Federico Barbarossa. Fini' per conquistare la Serbia
(1172), entro' in conflitto con Venezia, preoccupata dai
trattati firmati dal Comneno con Genova (1169) e con
Pisa (1171), e firmo’ con essa un trattato di pace
solo nel 1175. Fu sonoramente sconfitto dai Turchi a
Miriocefalo (1176). In definitiva, per mantenere le
forze militari, l’Imperatore peggioro’ in modo
sensibile le condizioni economiche, che promossero la
trasformazione dell’Impero ad una forma feudale.
Castrum Poto (Castello Puoti)
o Castrum Vetus o Argentium -Arienzo
(Castello Longobardo di Re Poto capostipite dei Puoti)
HYPERPERON
1180 - 1183 ALESSIO II Comneno (Costantinopoli
1167-1183) fu figlio di Manuele I Comneno e di Maria di
Poitiers-Antiochia. Regno’ sotto la tutela della madre
e favori’ i Latini. Fu costretto ad accettare come
collega Andronico I, suo cugino (1182), che lo fece
strangolare. Fu sposo di Agnese, figlia di Re Luigi VII
di Francia.
Di questo regno non sono state identificate monete, ne'
sembra siano state coniate
1183 - 1185 ANDRONICO I Comneno (1122-1185), figlio di
Isacco Comneno e nipote di Alessio I, arrivo' al potere
facendo uccidere Alessio II. Valoroso soldato,
intelligente e senza scrupoli, divenne l’antagonista
del cugino, l’Imperatore Manuele I, che lo fece piu’
volte incarcerare. Ma, dopo varie avventure e dopo la
morte del cugino, riuscito ad evadere, approfittando di
una sollevazione popolare, entro’ in Costantinopoli
(1182). Fece allora uccidere la Reggente e si fece
associare al trono, ma dopo l’Incoronazione (1183),
fece strozzare anche Alessio II Comneno e ne sposo’ la
giovane vedova Agnese di Francia. Incomincio’ un opera
di eliminazione della famiglia imperiale e
dell’aristocrazia a lui ostile perche’ danneggiata
dalle sue riforme, specialmente agrarie. Con la scusa di
vendicare i Latini, gli Ungheresi ed i Normanni di
Sicilia sbarcarono a Durazzo, raggiunsero Salonicco e
puntarono su Costantinopoli. Qui scoppio’ una
rivoluzione ed egli fu spodestato da Isacco II Angelo,
acclamato Imperatore. Andronico, sorpreso mentre tentava
di fuggire, fu trucidato dalla folla. Il figlio
primogenito di Andronico, Manuele, fu capostipite degli
Imperatori di Trebisonda.
HYPERPERON
1185 - 1195 ISACCO II Angelo (I Regno) (c.ca 1155-1204),
benche’ fosse il favorito di Andronico I Comneno,
riusci’ a far sollevare il popolo contro di lui e lo
rovescio’ dal trono (1185), mentre i Normanni
occupavano Tessalonica e gli Ungheresi la Dalmazia.
Incapace di comandare sui nobili, Isacco II obero’ il
popolo di imposte e provoco’ la loro sollevazione. I
Bulgari lo sconfissero nel 1190 e 1194. Fu favorevole ai
Latini, aiutando la terza Crociata, dopo essersi
accordato con Federico Barbarossa (1190), ma nel 1195 fu
detronizzato dal fratello Alessio III Angelo che lo fece
accecare.
HYPERPERON
1195 - 1203 ALESSIO III Angelo Comneno (+1210)
detronizzo’ il fratello Isacco II Angelo, lo
imprigiono’ e lo fece accecare. Fu uomo inetto e
gaudente e lascio’ l’Impero in mani inette che lo
indebolirono ancor piu’. Vennero cosi’ perdute molte
regioni e molti Governatori divennero di fatto
indipendenti. Fu cosi’ che Alessio IV Angelo, suo
nipote e figlio di Isacco II, con l’appoggio
dell’Imperatore Enrico VI, concluse un’alleanza con
i Capi della IV Crociata e con i Veneziani, che
occuparono Costantinopoli (1203). In seguito alla
creazione dell’Impero Latino, fu detronizzato dai
Crociati. Alessio III fuggi’ in Tracia e
successivamente in Asia Minore. Qui cerco’ di opporsi
al genero Teodoro I Lascaris, che si era fatto
riconoscere Imperatore a Nicea (1204), ma fu preso ed
imprigionato in un monastero dove rimase fino alla
morte.
HYPERPERON
1203 - 1204 ISACCO II Angelo (c.ca 1155-1204 ) (II
Regno) e ALESSIO IV Angelo (1182-Costantinopoli 1204).
Alessio, imprigionato dallo zio Alessio III, che aveva
imprigionato anche suo padre Isacco II, riusci’ a
fuggire in Occidente (presso il cognato Filippo di
Savoia) ed a far interessare alla causa del padre alcuni
Principi occidentali ed i Veneziani. Quando con la IV
Crociata, i Latini si impadronirono di Costantinopoli
(luglio 1203), Isacco II Angelo fu rimesso sul trono. Fu
pero’ assassinato, con il figlio Alessio IV (prima
imprigionato, poi strangolato) che egli aveva associato
a se' nel Regno, da Alessio V Ducas Murzuflo, genero di
Alessio III Angelo. Cio’ avvenne perche’
quest’ultimo seppe ben sfruttare il malcontento
popolare per le concessioni che i due Imperatori avevano
dovuto fare ai Latini.
HYPERPERON
1204 ALESSIO V Ducas Marzuflo (+1204) regno' pochi mesi,
ucciso dai Crociati durante la IV Crociata.
Il Despotato d'Epiro e gli altri Stati derivati dalla
frammentazione dell'Impero bizantino, al 1204.Il
Despotato d'Epiro fu uno degli Stati a nascere dallo
smembramento dell'Impero bizantino nel 1204 durante la
quarta crociata. Esso reclamò il titolo di
"erede" dello stesso Impero, come anche
l'Impero di Nicea e l'Impero di Trebisonda.
Michele I Ducas Non si conosce la data di nascita, e
dove sia nato, morì nel 1214 a Corfù. Despota d'Epiro
a partire dal 1204 fino al 1214.
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Dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1204, i cittadini
Greci cercavano di radunarsi in alcune zone, per
difendersi dai Latini. Michele I vide quindi spalancarsi
una porta per il dominio nella zona. Prendendo con sè
dei soldati a lui fedeli, difese dai Latini l'Epiro;
vedendo ciò i cittadini Greci, sia della Tessaglia che
del Peloponneso, si posero sotto il suo protettorato.
Michele I fu descritto dai cittadini Greci come un
secondo Noè, in quanto dava riparo ai Greci
dall'"alluvione" dei Latini.
Michele I aveva una famiglia di provenienza Imperiale,
visto che Isacco II di Bisanzio e Alessio III di
Bisanzio, erano suoi cugini.
Il governo
Michele I, malgrado avesse chiesto a Giovanni Camatero
(il vecchio patriarca di Costantinopoli) di riconoscerlo
Imperatore Bizantino, non ebbe questo privilegio.
L'ex-patriarca gli preferì Teodoro I di Nicea; non
avendo avuto il titolo di Imperatore, Michele I si
sottomise alla chiesa cattolica.
Enrico di Fiandra domandò a Michele I fedeltà
all'Impero latino, e la ottenne col matrimonio della
figlia di Michele I con suo fratello, Eustachio, nel
1209. Michele I non prestò fede a questa alleanza,
confidando nella protezione delle montagne, che
avrebbero fermato tutti i Latini con cui avesse stretto
e rotto alleanze. Nel frattempo i parenti di Bonifacio
fecero rivendicazioni sull'Epiro, e Michele I nel 1210
strinse un'alleanza coi Veneziani per attaccare l'Impero
di Tessalonica in mano alla casata dei Bonifacio.
Michele I si dimostrò disumano coi suoi prigionieri,
arrivando a crocifiggere alcuni preti latini. In
risposta, Papa Innocenzo III lo scomunicò. Enrico tornò
in città in quell'anno e costrinse Michele I ad una
nuova alleanza nominale.
La fine
Ma questi si dedicò piuttosto a catturare altre città
strategiche che erano in mano latina, come Larissa,
Durazzo e Ohrid, e ad assicurarsi il controllo della via
Ignazia per Costantinopoli. Egli prese inoltre controllo
dei porti sul golfo di Corinto. Nel 1214 catturò Corfù
ai Veneziani, ma fu ucciso dal fratellastro Teodoro, che
dopo gli subentrò al trono.
Conflitti con Nicea e la Bulgaria
Teodoro si preparò immediatamente per attaccare
Tessalonica, e combattè i Bulgari. Enrico di Fiandra
morì mentre stava per contrattaccare; nel 1217 Teodoro
catturò il suo successore Pietro di Courtenay, e molto
probabilmente lo fece uccidere. L'Impero latino,
comunque, fu distratto dal crescente potere di Nicea e
non potè impedire a Teodoro di prendere Tessalonica nel
1224. Nel 1225, in seguito alla presa di Adrianopoli da
parte di Giovanni III di Bisanzio, Teodoro e strappo a
sua volta la città a quest'ultimo; si alleò inoltre
con i Bulgari e scacciò i Latini dalla Tracia. Nel 1227
Teodoro si incoronò Imperatore bizantino, nonostante
non fosse riconosciuto dalla maggior parte dei Greci,
specialmente dal Patriarca di Nicea. Nel 1230 ruppe
l'alleanza con la Bulgaria, sperando di spodestare Ivan
Asen II, che lo aveva trattenuto dall'attaccare
Costantinopoli. Nella battaglia di Klokotnitsa (nei
pressi di Haskovo, in Bulgaria), lo zar bulgaro
sconfisse, catturò ed accecò Teodoro; suo nipote
Michele II prese il potere in Epiro. Teodoro fu infine
rilasciato e governò Tessalonica come vassallo insieme
a suo fratello Manuele.
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Sovranità niceana e bizantina
L'Epiro non si riprese mai completamente dalla
sconfitta. Michele II perse Tessalonica a favore di
Nicea nel 1246 e si alleò con i Latini contro questa.
Nel 1248 Giovanni III costrinse Michele a riconoscerlo
come Imperatore, e in cambio lo riconobbe Despota
d'Epiro. La nipote di Giovanni Maria sposò il figlio di
Michele Niceforo; inoltre, nello stesso anno, la figlia
di Michele , Anna, sposò Guglielmo II di Villehardouin,
principe d'Acaia, e Michele preferì onorare
quest'alleanza piuttosto che quella con Giovanni. Egli
fu sconfitto nel conflitto seguente e il vecchio despota
Teodoro fu nuovamente catturato, morendo in prigionia.
Teodoro II Lascaris si alleò con Michele, e i loro
bambini, fidanzati da Giovanni molti anni prima,
finalmente si sposarono nel 1256; Teodoro ricevette in
cambio Durazzo. Michele non accettò il trasferimento di
questa città, e l'anno successivo si rivoltò,
sconfiggendo un'armata niceana guidata da Giorgio
Acropolita. Mentre Michele marciava su Tessalonica, fu
attaccato da Manfredi di Sicilia, che catturò l'Albania
e Corfù. Michele allora si alleò immediatamente con
lui, dandogli in moglie la figlia Elena. Dopo la morte
di Teodoro II, Michele, Manuele e Guglielmo II
combatterono il nuovo Imperatore niceano Michele VIII
Paleologo. L'alleanza era molto instabile, e nel 1259
Guglielmo fu catturato durante la disastrosa battaglia
di Pelagonia. Michele VIII continuò a combattere per
conquistare la capitale di Michele II, Arta, lasciando
le sole città di Giannina e Vonitsa nelle mani di
Michele II. Arta fu recuperata nel 1260, mentre Michele
II era impegnato contro Costantinopoli.
Invasioni italiane
Dopo la restaurazione del potere imperiale a
Costantinopoli da parte di Michele VIII nel 1261, egli
tartassò ripetutamente l'Epiro, costringendo il figlio
di Michele II, Niceforo, a sposare sua nipote Anna
Cantacuzena nel 1265. Michele VIII considerava l'Epiro
uno stato vassallo, mentre Michele II e Niceforo
continuavano ad allearsi coi Principi d'Acaia e coi
Duchi d'Atene. Nel 1267 Corfù e gran parte dell'Epiro
furono catturati da Carlo I d'Angiò, e nel 1271 Michele
II morì; Michele VIII non tentò però di annettere
direttamente il despotato. Egli permise a Niceforo di
succedere e di trattare con Carlo, che prese Durazzo
nello stesso anno. Nel 1279 Niceforo si alleò con
quest'ultimo contro Michele, accettando di diventare
vassallo di Carlo. Subito dopo la sconfitta di Carlo
Niceforo egli perse l'Albania a favore dei bizantini.
Sotto Andronico II, Niceforo rinnovò l'alleanza con
Costantinopoli; tuttavia fu convinto ad allearsi con
Carlo II di Napoli nel 1292, sconfitto in seguito dalla
flotta di Andronico. Niceforo diede in sposa la propria
figlia al figlio di Carlo, Filippo I di Taranto, e
vendette a lui molti dei suoi territori. Dopo la morte
di Niceforo l'influenza bizantina crebbe leggermente
sotto Anna, cugina di Andronico II, che governò come
reggente per il proprio figlio Tommaso. Nel 1306 essa si
rivoltò contro Filippo in favore di Andronico; gli
abitanti latini furono espulsi, ma fu costretta a
restituire alcuni territori a Filippo. Nel 1312 questi
smise di reclamare proprio l'Epiro ma pose piuttosto una
rivendicazione sul defunto Impero latino.
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Collasso del Despotato
Anna riuscì a far sposare Tommaso con una figlia di
Andronico, ma egli fu assassinato nel 1318 da Nicola
Orsini, che ne sposò la vedova e prese il controllo
dello Stato. Egli fu riconosciuto da Andronico, ma fu
detronizzato nel 1323 da suo fratello Giovanni. Questi
fu avvelenato nel 1335 da sua moglie Anna, che tenne la
reggenza per suo figlio Niceforo II. Nel 1337 Andronico
III, arrivato nella zona per supportare gli Albanesi
contro gli Ottomani, riconquistò tutto l'Epiro.
Niceforo II si rifugiò in Italia, dove la vedova di
Filippo di Taranto, Caterina di Valois, lo mise a capo
di una rivolta in Epiro. La ribellione fallì, e gli fu
fatta sposare Maria Cantacuzena, figlia di Giovanni VI
Cantacuzeno.
L'Impero cadde presto in una guerra civile tra Giovanni
V Paleologo e Giovanni VI, e l'Epiro cadde nelle mani
dei Serbi. Niceforo II riuscì a riconquistarlo nel
1356, aggiungendo all'impero la Tessaglia. Niceforo morì
sedando una rivolta albanese nel 1359, e il Despotato fu
reintegrato nell'Impero.
L'Impero di Trebisonda fu uno degli Stati successori
dell'Impero bizantino sorti nel 1204, subito dopo la
caduta di Costantinopoli durante la quarta crociata.
1 Fondazione
2 Acme
3 Declino e crollo
4 Imperatori di Trebisonda
Fondazione
L'Impero di Trebisonda fu uno dei tre piccoli stati
greci a sorgere alla caduta di Costantinopoli a opera
dei Crociati nel 1204, assieme all'Impero di Nicea della
dinastia Paleologhi e al Despotato d'Epiro della
dinastia Angeli. Esso fu fondato da Alessio I grazie
all'aiuto delle truppe fornite dalla Regina Tamar di
Georgia, con cui conquistò Trebisonda, il Sinope e la
Paflagonia, nella parte settentrionale dell'Anatolia,
con i passi della catena del Ponto.
Alessio I, che era nipote dell'Imperatore bizantino
Andronico I Comneno e un discendente del Re Davide il
Costruttore di Georgia attraverso sua nonna Katay,
figlia di Davide I, fece di Trebisonda la propria
capitale e reclamò il titolo di legittimo successore
dell'Imperatore bizantino. L'Imperatore Andronico era
stato deposto e ucciso nel 1185. Suo figlio Manuele
Comneno fu accecato e morì per le ferite. Le fonti
concordano che Rusudan, moglie di Manuele e madre di
Alessio I e Davide I, fuggì da Costantinopoli per
sfuggire alla persecuzione di Isacco II Angelo,
successore di Andronico. Non è chiaro se si diresse in
Georgia o sulla riva meridionale del Mar Nero, da Poti
che prende il nome dal loro vero etimo , la famiglia dei
Comneno traeva le proprie origini, ma ci sono alcune
prove che gli eredi avevano organizzato un territorio
semi-indipendente con capitale Trebisonda nel 1204.
I governanti di Trebisonda usarono i titoli di Grande
Comneno (Megas Komnenos o Potior ) e di Imperatore fino
al crollo, nel 1461; a volte ci si riferisce a questo
stato col nome di "Impero Comneno".
Trebisonda controllava inizialmente un territorio
compatto, sulla costa meridionale del Mar Nero,
comprendente le moderne province turche di Sinop, Ordu,
Giresun, Trabzon, Bayburt, Gumushane, Rise e Artvin; nel
XIII secolo controllò anche Perateia, che includeva
Cherson e Kerch nella penisola di Crimea. Davide Comneno
si espanse rapidamente verso occidente, occupando prima
Sinope, quindi la Paflagonia e poi l'Eraclea pontica,
fino a che i suoi territori confinarono con quelli
dell'Impero di Nicea. Questo strappò a Trebisonda i
domini a ovest di Sinope nel 1206. Sinope stessa fu
presa dai Selgiuchidi nel 1214.
Acme
Mentre il Despotato d'Epiro crollò dopo appena
sessant'anni dalla sua costituzione, e l'Impero di Nicea
si occupava di riprendere Costantinopoli e togliere di
mezzo lo stato fantoccio dell'Impero latino, solo per
essere inglobato nel 1453 dagli Ottomani, Trebisonda
cercò di sopravvivere più a lungo dei propri rivali
diretti, gli altri stati successori.
L'Impero Comneno fu perpetuamente in conflitto prima col
sultanato d'Iconio, poi con gli Ottomani, oltre che con
Bisanzio, le Repubbliche marinare italiane, e
specialmente Genova, la quale aveva una base a Salmastro
o Amasia, e minacciava i suoi confini. Il titolo di
impero era più teorico che pratico, la cui difesa venne
garantita soprattutto aizzando i rivali uno contro
l'altro e offrendo principesse in matrimonio con
generosissime doti, soprattutto ai Turchi dell'Anatolia
interna.
La distruzione di Baghdad da parte di Hulegu Khan nel
1258 rese Trebisonda l'estremo baluardo occidentale
della via della seta, ed ebbe accesso ad enormi
ricchezze sotto l'ala protettrice dei Mongoli. Marco
Polo tornò in occidente dal suo viaggio in Cina
attraverso questa città, nel 1295. Durante il governo
di Alessio III (1349-1390) la città divenne uno dei
maggiori centri commerciali e culturali al mondo.
Manuele III successe al padre Alessio III nel 1390 e si
alleò con Tamerlano, traendo vantaggio dalla vittoria
di questo sugli Ottomani nel 1402 alla Battaglia di
Ankara. Suo figlio Alessio IV diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
sua figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'Imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo. Pero
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che la
città aveva meno di 4000 soldati.
Giovanni IV non potè fare altro che vedere il proprio
impero fare la fine di Costantinopoli: il Sultano
Ottomano Murad II tentò di prendere la capitale per
mare nel 1442, ma fu bloccato dal mare in burrasca;
durante l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II
nel 1456, il governatore ottomano di Amiso attaccò la
città e, sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e
riscosse un forte tributo.
Declino e crollo
Giovanni IV si stava preparando ad un attacco stringendo
alleanze: diede sua figlia in moglie al figlio di suo
cugino, Uzun Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue
cristiano, capo della tribù del Montone Bianco, in
cambio della sua promessa di proteggere Trebisonda;
ottenne inoltre la protezione degli emiri di Sinope e
Karamania, e dal Re e dalle principesse di Georgia.
Sfortunatamente, il successore di Giovanni, suo fratello
Davide, salito al trono nel 1459, ripudiò questi
trattati. Strinse piuttosto alleanze con varie potenze
europee per ottenere aiuto contro gli Ottomani,
vaneggiando di oscuri piani e complotti che
comprendevano la conquista di Gerusalemme. Maometto
venne a sapere di queste trattative, e fu ancor più
provocato dalla richiesta di Davide II di rimuovere il
tributo imposto al fratello. La risposta arrivò nel
1461: Maometto partì da Bursa con una grande armata,
prima dirigendosi verso Sinope, il cui emiro si arrese
presto, quindi a sud attraverso l'Armenia, per
neutralizzare Usun Hasan. Una volta isolata Trebisonda,
Maometto vi si diresse prima che gli abitanti potessero
venire a sapere del suo arrivo, e strinse d'assedio la
città, che resistette un mese prima che l'Imperatore si
arrendesse il 15 agosto 1461. Alcuni castelli guidarono
una resistenza isolata per qualche settimana. L'Impero
di Trebisonda era ricco grazie alle miniere d'argento e
all'antica via commerciale di Tabriz. In seguito il
sostantivo in italiano "trebisonda" , in
"perdere la trebisonda", perdere la testa
ricorrendo al fatto che era un luogo raggiungibile con
tutte le rotte del Mar Nero, come rifugio dei marinai.
Il luogo fu così tempestato di tragici naufragi.
Un'altra causa fu che essendo l'ultimo baluardo
bizantino, l'ultima città a essere indipendente.
...
Imperatori di Trebisonda
Alessio I Comneno (1204–1222)
Davide I Comneno (1204–1214)
Andronico I Gido Comneno (1222–1235)
Giovanni I Axuco Comneno (1235–1238)
Manuele I Comneno (1238–1263)
Andronico II Comneno (1263–1266)
Giorgio Comneno (1266–1280)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Teodora Comnena (1284–1285)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Alessio II Comneno (1297–1330)
Andronico III Comneno (1330–1332)
Manuele II Comneno (1332)
Basilio Comneno (1332–1340)
Irene Palaeologina (1340–1341)
Anna Comnena (1341)
Michele Comneno (1341)
Anna Comnena (restaurata, 1341–1342)
Giovanni III Comneno (1342–1344)
Michele Comneno (restaurato, 1344–1349)
Alessio III Comneno (1349–1390)
Manuele III Comneno (1390–1416)
Alessio IV Comneno (1416–1429)
Giovanni IV Comneno (1429–1459)
Davide II Comneno (1459–1461)
Estratto da "
...
Giovanni IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1429
al 1459.
Salì al trono dopo la morte del padre Alessio IV
Comneno, di cui era il primogenito.
Ebbe il compito di far resistere Trebisonda, nonostate
la caduta di Costantinopoli. Il sultano ottomano Murad
II tentò di prendere la capitale per mare nel 1442, ma
fu bloccato da una burrasca. In seguito, durante
l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II nel 1456,
il governatore ottomano di Amiso attaccò Trebisonda e,
sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e riscosse un
forte tributo.
Giovanni IV si preparò a resistere stringendo alleanze:
diede sua figlia in moglie al figlio di suo cugino, Uzun
Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue cristiano, capo
della tribù del Montone Bianco, in cambio della sua
promessa di proteggere Trebisonda; ottenne inoltre la
protezione degli emiri di Sinope e di Karamania, e dal
re e dalle principesse di Georgia.
Giovanni IV detto Poto da Poti , citta' cui diede il
nome in Georgia e di cui fu Despota, morì nel
1459 dopo trenta anni di glorioso governo e gli
sucedette il fratello Davide II Comneno.
...
Davide II Comneno fu l'ultimo imperatore di Trebisonda
dal 1459 fino al 1461, anno in cui la città cadde.
Succedette al fratello Giovanni IV Comneno e, salito al
potere, ne annullò tutte le alleanze per collegarsi
invece con le Repubbliche Marinare e gli Occidentali,
vagheggiando piani di una nuova Crociata per
riconquistare Gerusalemme.
Quando l'imperatore ottomano Maometto II, venne a sapere
di queste trattative, gli chiese nel 1461 un tributo che
gli venne negato: la reazione di Maometto fu immediata,
partì da Bursa con un enorme esercito, prima
dirigendosi verso Sinope, il cui emiro alleato di
Trebisonda si arrese in breve tempo, e attaccando quindi
l'Armenia, il cui re, Usun Hasan, nonostante gli stretti
rapporti con Trebisonda, fu costretto anch'egli alla
resa.
Trebisonda era quindi isolata dal resto dell'Asia e
Maometto II procedette alla conquista dell'ultimo
brandello rimasto dell'Impero Bizantino antecedente alla
quarta crociata: l'intervento fu rapido e silenzioso,
tanto che contadini non diedero nessun allarme e
Maometto potè stringere d'assedio la città, difesa da
soli 5000 uomini. Dopo un mese di assedio Davide II si
arrese il 15 agosto 1461 e solo alcuni castelli
proseguirono una resistenza isolata per qualche
settimana.
..
Alessio IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1416
fino al 1429.
Figlio di Manuele III Comneno diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo.
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che vi
fossero tenuti meno di 4000 soldati.
Alessio IV morì nel 1429, gli sucedette il figlio
maggiore Giovanni IV Comneno despota di Poti (Georgia)
...
Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni )che fu inviato come ambasciatore dallo zio
,Davide Comneno ,nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome in Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi e di Ansperga(sorella di Adelchi e
figlia di Re Desiderio ) zia di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Re Radelchi aveva sposato
Anseperga , figlia di Re Desiderio.
Dai Poto Comneno derivano i Puoti , discendenti
della Principessa Giovanna Puoti di Heristal
Hohenstaufen Avril de Burey Anjou Plantagenet, nonna
della Principessa Yasmin. Dal ramo dei Puoti Allegro ou
Alegre d'Alegre de Hochstaden de Hostade, ramo del
Principe chirurgo Francesco Puoti , Cavaliere
dello Spirito Santo e dell'Annunziata, discende invece
la Principessa Filly Allegro , madre della
Principessa Yasmin.
VO
Princes Allegro ou Alegre de
Hochstaden de Hostade
VON
HOCKSTADEN Hostade ou Alegre de PUOTI BOAZ di
BOURBON-BUSSET- (aquila dispiegata
d'argento o bianca in campo rosso Alegre
de Hochstaden de Hostade
Discendenti
di Re Desiderio e del Principe Baud Poto -Fortis
Da Historia Potorum
Poto , figlio di Re Adelchi e Gisla, sorella di Carlo
Magno
Dinastia Puoti di Heristal -
Poto muta il nome a Costantinopoli, come il padre
Adelchi che si chiamera' Flavius Jovius Patricius
Teodatis Potior , Despota e Patrizio di Bisanzio-
da cui i Comnander o Comnender , ovvero Despota , ovvero
Poto.
Il nome Poto o Poti torna con la Dinastia di Giovanni
Poto , da Poti in Georgia, figlio di Giovanni IV Comneno
despota di Colchide che prese il nome di Poti
Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni fu inviato come ambasciatore dallo zio Davide
Comneno nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi, zio di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Radelchi aveva sposato Anseperga ,
figlia di Re Desiderio.
Dai Poto Comneno derivano I Puoti Hohenstaufen Avril de
Burey Anjou Plantagenet ed i Granduchi Principi Putiatin
Pavlov Romanov
I Puoti Comneno
Discendenza di Re Adelchi detto Adelkis divenuto Flavius
Iovius Patricius Teodatis Potior principe despota di
Costantinopoli:il figlio
Flavius Jovius Poto ( detto anche Potone) Despota
Patrizio di Costantinopoli , da cui la dinastia
Commander o Despota dei Potior detti poi Comneno-I Puoti
di Castelpoto derivano da Giovanni IV Comneno di
Colchidia (detta Poti in Georgia ) (Despota di Colchida
citta' della Georgia che prese il nome di Poti dal
Sovrano Comneno su cui nel 1578 fu eretta la fortezza
del sultano Murrad III , detta Poti dal nome avito di
Comeno in Georgia .
1081 - 1118 ALESSIO I Comneno o Comader despota o Poto
-Potior (1048-Costantinopoli 1118).fu terzogenito di
Giovanni Comneno e nipote dell’Imperatore Isacco I
Comneno. Durante il periodo di agitazioni dei Ducas e
loro associati, Alessio e i suoi fratelli figurarono fra
gli oppositori. Scoppiata una rivolta nel 1081, Alessio
occupo’ Costantinopoli, detronizzando Niceforo III.
Combatte' in Epiro contro i Normanni di Roberto il
Guiscardo, in Tracia contro i Peceneghi (battaglia di
Levunio, 1091). Rialzo’ le sorti dell’Impero da
abile diplomatico. Concluse un accordo con Venezia
(1082) che gli assicuro’ un aiuto della flotta
veneziana in cambio di considerevoli vantaggi economici.
Questo accordo segno’ l’inizio della grande fortuna
delle Repubbliche Marinare Italiane. Regno' durante la
prima Crociata, quando la stessa Costantinopoli fu
minacciata dall'avanzata dei Selgiuchidi: invio' allora
una legazione dal Papa Urbano II, al sinodo di Piacenza,
invocando aiuto. In seguito, insospettito dalle
ambizioni dei nuovi venuti, cambio’ politica ed
avverso’ la formazione dei Regni Latini d’Oriente.
HISTAMENON
1118 - 1143 GIOVANNI II Comneno (1088-Tauro 1143) figlio
e successore di Alessio I fu considerato il piu’
grande dei Comneni. Rafforzo’ l’Impero e sconfisse i
Peceneghi (Berrhoia, 1122). Lotto’ contro gli Ungari
(1124-1128) per avere il controllo sui Serbi, Dalmati e
Croati. Nel 1126 ratifico’ il trattato con Venezia,
pur concedendo favori a Pisani e Genovesi.
Riconquisto’ gran parte dei possedimenti turchi,
sottomettendo la Cilicia, Antiochia (Piccola
Armenia,1138), Tripoli ed Edessa. In politica interna,
il Regno di Giovanni II Comneno fu caratterizzato dal
sorgere di fondazioni religiose.
HYPERPERON
1143 - 1180 MANUELE I Comneno (c.ca 1122-1180), quarto
figlio e successore di Giovanni II Comneno, tento’ una
politica di restaurazione in Italia (cerco' di attuare
l'Impero Universale) che provoco’ il dissanguamento
delle finanze bizantine. Respinse gli attacchi dei
Serbi, degli Ungari e dei Normanni, condotti da Ruggero
di Sicilia. Appoggio' le citta' guelfe italiane contro
Federico Barbarossa. Fini' per conquistare la Serbia
(1172), entro' in conflitto con Venezia, preoccupata dai
trattati firmati dal Comneno con Genova (1169) e con
Pisa (1171), e firmo’ con essa un trattato di pace
solo nel 1175. Fu sonoramente sconfitto dai Turchi a
Miriocefalo (1176). In definitiva, per mantenere le
forze militari, l’Imperatore peggioro’ in modo
sensibile le condizioni economiche, che promossero la
trasformazione dell’Impero ad una forma feudale.
HYPERPERON
1180 - 1183 ALESSIO II Comneno (Costantinopoli
1167-1183) fu figlio di Manuele I Comneno e di Maria di
Poitiers-Antiochia. Regno’ sotto la tutela della madre
e favori’ i Latini. Fu costretto ad accettare come
collega Andronico I, suo cugino (1182), che lo fece
strangolare. Fu sposo di Agnese, figlia di Re Luigi VII
di Francia.
Di questo regno non sono state identificate monete, ne'
sembra siano state coniate
1183 - 1185 ANDRONICO I Comneno (1122-1185), figlio di
Isacco Comneno e nipote di Alessio I, arrivo' al potere
facendo uccidere Alessio II. Valoroso soldato,
intelligente e senza scrupoli, divenne l’antagonista
del cugino, l’Imperatore Manuele I, che lo fece piu’
volte incarcerare. Ma, dopo varie avventure e dopo la
morte del cugino, riuscito ad evadere, approfittando di
una sollevazione popolare, entro’ in Costantinopoli
(1182). Fece allora uccidere la Reggente e si fece
associare al trono, ma dopo l’Incoronazione (1183),
fece strozzare anche Alessio II Comneno e ne sposo’ la
giovane vedova Agnese di Francia. Incomincio’ un opera
di eliminazione della famiglia imperiale e
dell’aristocrazia a lui ostile perche’ danneggiata
dalle sue riforme, specialmente agrarie. Con la scusa di
vendicare i Latini, gli Ungheresi ed i Normanni di
Sicilia sbarcarono a Durazzo, raggiunsero Salonicco e
puntarono su Costantinopoli. Qui scoppio’ una
rivoluzione ed egli fu spodestato da Isacco II Angelo,
acclamato Imperatore. Andronico, sorpreso mentre tentava
di fuggire, fu trucidato dalla folla. Il figlio
primogenito di Andronico, Manuele, fu capostipite degli
Imperatori di Trebisonda.
HYPERPERON
1185 - 1195 ISACCO II Angelo (I Regno) (c.ca 1155-1204),
benche’ fosse il favorito di Andronico I Comneno,
riusci’ a far sollevare il popolo contro di lui e lo
rovescio’ dal trono (1185), mentre i Normanni
occupavano Tessalonica e gli Ungheresi la Dalmazia.
Incapace di comandare sui nobili, Isacco II obero’ il
popolo di imposte e provoco’ la loro sollevazione. I
Bulgari lo sconfissero nel 1190 e 1194. Fu favorevole ai
Latini, aiutando la terza Crociata, dopo essersi
accordato con Federico Barbarossa (1190), ma nel 1195 fu
detronizzato dal fratello Alessio III Angelo che lo fece
accecare.
HYPERPERON
1195 - 1203 ALESSIO III Angelo Comneno (+1210)
detronizzo’ il fratello Isacco II Angelo, lo
imprigiono’ e lo fece accecare. Fu uomo inetto e
gaudente e lascio’ l’Impero in mani inette che lo
indebolirono ancor piu’. Vennero cosi’ perdute molte
regioni e molti Governatori divennero di fatto
indipendenti. Fu cosi’ che Alessio IV Angelo, suo
nipote e figlio di Isacco II, con l’appoggio
dell’Imperatore Enrico VI, concluse un’alleanza con
i Capi della IV Crociata e con i Veneziani, che
occuparono Costantinopoli (1203). In seguito alla
creazione dell’Impero Latino, fu detronizzato dai
Crociati. Alessio III fuggi’ in Tracia e
successivamente in Asia Minore. Qui cerco’ di opporsi
al genero Teodoro I Lascaris, che si era fatto
riconoscere Imperatore a Nicea (1204), ma fu preso ed
imprigionato in un monastero dove rimase fino alla
morte.
HYPERPERON
1203 - 1204 ISACCO II Angelo (c.ca 1155-1204 ) (II
Regno) e ALESSIO IV Angelo (1182-Costantinopoli 1204).
Alessio, imprigionato dallo zio Alessio III, che aveva
imprigionato anche suo padre Isacco II, riusci’ a
fuggire in Occidente (presso il cognato Filippo di
Savoia) ed a far interessare alla causa del padre alcuni
Principi occidentali ed i Veneziani. Quando con la IV
Crociata, i Latini si impadronirono di Costantinopoli
(luglio 1203), Isacco II Angelo fu rimesso sul trono. Fu
pero’ assassinato, con il figlio Alessio IV (prima
imprigionato, poi strangolato) che egli aveva associato
a se' nel Regno, da Alessio V Ducas Murzuflo, genero di
Alessio III Angelo. Cio’ avvenne perche’
quest’ultimo seppe ben sfruttare il malcontento
popolare per le concessioni che i due Imperatori avevano
dovuto fare ai Latini.
HYPERPERON
1204 ALESSIO V Ducas Marzuflo (+1204) regno' pochi mesi,
ucciso dai Crociati durante la IV Crociata.
Il Despotato d'Epiro e gli altri Stati derivati dalla
frammentazione dell'Impero bizantino, al 1204.Il
Despotato d'Epiro fu uno degli Stati a nascere dallo
smembramento dell'Impero bizantino nel 1204 durante la
quarta crociata. Esso reclamò il titolo di
"erede" dello stesso Impero, come anche
l'Impero di Nicea e l'Impero di Trebisonda.
Michele I Ducas Non si conosce la data di nascita, e
dove sia nato, morì nel 1214 a Corfù. Despota d'Epiro
a partire dal 1204 fino al 1214.
I
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La nascita di uno stato
La zona dell'Epiro, governata da Michele I, era la
vecchia provincia di Nicopoli.
Dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1204, i cittadini
Greci cercavano di radunarsi in alcune zone, per
difendersi dai Latini. Michele I vide quindi spalancarsi
una porta per il dominio nella zona. Prendendo con sè
dei soldati a lui fedeli, difese dai Latini l'Epiro;
vedendo ciò i cittadini Greci, sia della Tessaglia che
del Peloponneso, si posero sotto il suo protettorato.
Michele I fu descritto dai cittadini Greci come un
secondo Noè, in quanto dava riparo ai Greci
dall'"alluvione" dei Latini.
Michele I aveva una famiglia di provenienza Imperiale,
visto che Isacco II di Bisanzio e Alessio III di
Bisanzio, erano suoi cugini.
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Il governo
Michele I, malgrado avesse chiesto a Giovanni Camatero
(il vecchio patriarca di Costantinopoli) di riconoscerlo
Imperatore Bizantino, non ebbe questo privilegio.
L'ex-patriarca gli preferì Teodoro I di Nicea; non
avendo avuto il titolo di Imperatore, Michele I si
sottomise alla chiesa cattolica.
Enrico di Fiandra domandò a Michele I fedeltà
all'Impero latino, e la ottenne col matrimonio della
figlia di Michele I con suo fratello, Eustachio, nel
1209. Michele I non prestò fede a questa alleanza,
confidando nella protezione delle montagne, che
avrebbero fermato tutti i Latini con cui avesse stretto
e rotto alleanze. Nel frattempo i parenti di Bonifacio
fecero rivendicazioni sull'Epiro, e Michele I nel 1210
strinse un'alleanza coi Veneziani per attaccare l'Impero
di Tessalonica in mano alla casata dei Bonifacio.
Michele I si dimostrò disumano coi suoi prigionieri,
arrivando a crocifiggere alcuni preti latini. In
risposta, Papa Innocenzo III lo scomunicò. Enrico tornò
in città in quell'anno e costrinse Michele I ad una
nuova alleanza nominale.
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La fine
Ma questi si dedicò piuttosto a catturare altre città
strategiche che erano in mano latina, come Larissa,
Durazzo e Ohrid, e ad assicurarsi il controllo della via
Ignazia per Costantinopoli. Egli prese inoltre controllo
dei porti sul golfo di Corinto. Nel 1214 catturò Corfù
ai Veneziani, ma fu ucciso dal fratellastro Teodoro, che
dopo gli subentrò al trono.
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Conflitti con Nicea e la Bulgaria
Teodoro si preparò immediatamente per attaccare
Tessalonica, e combattè i Bulgari. Enrico di Fiandra
morì mentre stava per contrattaccare; nel 1217 Teodoro
catturò il suo successore Pietro di Courtenay, e molto
probabilmente lo fece uccidere. L'Impero latino,
comunque, fu distratto dal crescente potere di Nicea e
non potè impedire a Teodoro di prendere Tessalonica nel
1224. Nel 1225, in seguito alla presa di Adrianopoli da
parte di Giovanni III di Bisanzio, Teodoro e strappo a
sua volta la città a quest'ultimo; si alleò inoltre
con i Bulgari e scacciò i Latini dalla Tracia. Nel 1227
Teodoro si incoronò Imperatore bizantino, nonostante
non fosse riconosciuto dalla maggior parte dei Greci,
specialmente dal Patriarca di Nicea. Nel 1230 ruppe
l'alleanza con la Bulgaria, sperando di spodestare Ivan
Asen II, che lo aveva trattenuto dall'attaccare
Costantinopoli. Nella battaglia di Klokotnitsa (nei
pressi di Haskovo, in Bulgaria), lo zar bulgaro
sconfisse, catturò ed accecò Teodoro; suo nipote
Michele II prese il potere in Epiro. Teodoro fu infine
rilasciato e governò Tessalonica come vassallo insieme
a suo fratello Manuele.
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Sovranità niceana e bizantina
L'Epiro non si riprese mai completamente dalla
sconfitta. Michele II perse Tessalonica a favore di
Nicea nel 1246 e si alleò con i Latini contro questa.
Nel 1248 Giovanni III costrinse Michele a riconoscerlo
come Imperatore, e in cambio lo riconobbe Despota
d'Epiro. La nipote di Giovanni Maria sposò il figlio di
Michele Niceforo; inoltre, nello stesso anno, la figlia
di Michele , Anna, sposò Guglielmo II di Villehardouin,
principe d'Acaia, e Michele preferì onorare
quest'alleanza piuttosto che quella con Giovanni. Egli
fu sconfitto nel conflitto seguente e il vecchio despota
Teodoro fu nuovamente catturato, morendo in prigionia.
Teodoro II Lascaris si alleò con Michele, e i loro
bambini, fidanzati da Giovanni molti anni prima,
finalmente si sposarono nel 1256; Teodoro ricevette in
cambio Durazzo. Michele non accettò il trasferimento di
questa città, e l'anno successivo si rivoltò,
sconfiggendo un'armata niceana guidata da Giorgio
Acropolita. Mentre Michele marciava su Tessalonica, fu
attaccato da Manfredi di Sicilia, che catturò l'Albania
e Corfù. Michele allora si alleò immediatamente con
lui, dandogli in moglie la figlia Elena. Dopo la morte
di Teodoro II, Michele, Manuele e Guglielmo II
combatterono il nuovo Imperatore niceano Michele VIII
Paleologo. L'alleanza era molto instabile, e nel 1259
Guglielmo fu catturato durante la disastrosa battaglia
di Pelagonia. Michele VIII continuò a combattere per
conquistare la capitale di Michele II, Arta, lasciando
le sole città di Giannina e Vonitsa nelle mani di
Michele II. Arta fu recuperata nel 1260, mentre Michele
II era impegnato contro Costantinopoli.
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Invasioni italiane
Dopo la restaurazione del potere imperiale a
Costantinopoli da parte di Michele VIII nel 1261, egli
tartassò ripetutamente l'Epiro, costringendo il figlio
di Michele II, Niceforo, a sposare sua nipote Anna
Cantacuzena nel 1265. Michele VIII considerava l'Epiro
uno stato vassallo, mentre Michele II e Niceforo
continuavano ad allearsi coi Principi d'Acaia e coi
Duchi d'Atene. Nel 1267 Corfù e gran parte dell'Epiro
furono catturati da Carlo I d'Angiò, e nel 1271 Michele
II morì; Michele VIII non tentò però di annettere
direttamente il despotato. Egli permise a Niceforo di
succedere e di trattare con Carlo, che prese Durazzo
nello stesso anno. Nel 1279 Niceforo si alleò con
quest'ultimo contro Michele, accettando di diventare
vassallo di Carlo. Subito dopo la sconfitta di Carlo
Niceforo egli perse l'Albania a favore dei bizantini.
Sotto Andronico II, Niceforo rinnovò l'alleanza con
Costantinopoli; tuttavia fu convinto ad allearsi con
Carlo II di Napoli nel 1292, sconfitto in seguito dalla
flotta di Andronico. Niceforo diede in sposa la propria
figlia al figlio di Carlo, Filippo I di Taranto, e
vendette a lui molti dei suoi territori. Dopo la morte
di Niceforo l'influenza bizantina crebbe leggermente
sotto Anna, cugina di Andronico II, che governò come
reggente per il proprio figlio Tommaso. Nel 1306 essa si
rivoltò contro Filippo in favore di Andronico; gli
abitanti latini furono espulsi, ma fu costretta a
restituire alcuni territori a Filippo. Nel 1312 questi
smise di reclamare proprio l'Epiro ma pose piuttosto una
rivendicazione sul defunto Impero latino.
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Collasso del Despotato
Anna riuscì a far sposare Tommaso con una figlia di
Andronico, ma egli fu assassinato nel 1318 da Nicola
Orsini, che ne sposò la vedova e prese il controllo
dello Stato. Egli fu riconosciuto da Andronico, ma fu
detronizzato nel 1323 da suo fratello Giovanni. Questi
fu avvelenato nel 1335 da sua moglie Anna, che tenne la
reggenza per suo figlio Niceforo II. Nel 1337 Andronico
III, arrivato nella zona per supportare gli Albanesi
contro gli Ottomani, riconquistò tutto l'Epiro.
Niceforo II si rifugiò in Italia, dove la vedova di
Filippo di Taranto, Caterina di Valois, lo mise a capo
di una rivolta in Epiro. La ribellione fallì, e gli fu
fatta sposare Maria Cantacuzena, figlia di Giovanni VI
Cantacuzeno.
L'Impero cadde presto in una guerra civile tra Giovanni
V Paleologo e Giovanni VI, e l'Epiro cadde nelle mani
dei Serbi. Niceforo II riuscì a riconquistarlo nel
1356, aggiungendo all'impero la Tessaglia. Niceforo morì
sedando una rivolta albanese nel 1359, e il Despotato fu
reintegrato nell'Impero.
L'Impero di Trebisonda fu uno degli Stati successori
dell'Impero bizantino sorti nel 1204, subito dopo la
caduta di Costantinopoli durante la quarta crociata.
Indice [nascondi]
1 Fondazione
2 Acme
3 Declino e crollo
4 Imperatori di Trebisonda
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Fondazione
L'Impero di Trebisonda fu uno dei tre piccoli stati
greci a sorgere alla caduta di Costantinopoli a opera
dei Crociati nel 1204, assieme all'Impero di Nicea della
dinastia Paleologhi e al Despotato d'Epiro della
dinastia Angeli. Esso fu fondato da Alessio I grazie
all'aiuto delle truppe fornite dalla Regina Tamar di
Georgia, con cui conquistò Trebisonda, il Sinope e la
Paflagonia, nella parte settentrionale dell'Anatolia,
con i passi della catena del Ponto.
Alessio I, che era nipote dell'Imperatore bizantino
Andronico I Comneno e un discendente del Re Davide il
Costruttore di Georgia attraverso sua nonna Katay,
figlia di Davide I, fece di Trebisonda la propria
capitale e reclamò il titolo di legittimo successore
dell'Imperatore bizantino. L'Imperatore Andronico era
stato deposto e ucciso nel 1185. Suo figlio Manuele
Comneno fu accecato e morì per le ferite. Le fonti
concordano che Rusudan, moglie di Manuele e madre di
Alessio I e Davide I, fuggì da Costantinopoli per
sfuggire alla persecuzione di Isacco II Angelo,
successore di Andronico. Non è chiaro se si diresse in
Georgia o sulla riva meridionale del Mar Nero, da dove
la famiglia dei Comneno traeva le proprie origini, ma ci
sono alcune prove che gli eredi avevano organizzato un
territorio semi-indipendente con capitale Trebisonda nel
1204.
I governanti di Trebisonda usarono i titoli di Grande
Comneno (Megas Komnenos) e di Imperatore fino al crollo,
nel 1461; a volte ci si riferisce a questo stato col
nome di "Impero Comneno".
Trebisonda controllava inizialmente un territorio
compatto, sulla costa meridionale del Mar Nero,
comprendente le moderne province turche di Sinop, Ordu,
Giresun, Trabzon, Bayburt, Gumushane, Rise e Artvin; nel
XIII secolo controllò anche Perateia, che includeva
Cherson e Kerch nella penisola di Crimea. Davide Comneno
si espanse rapidamente verso occidente, occupando prima
Sinope, quindi la Paflagonia e poi l'Eraclea pontica,
fino a che i suoi territori confinarono con quelli
dell'Impero di Nicea. Questo strappò a Trebisonda i
domini a ovest di Sinope nel 1206. Sinope stessa fu
presa dai Selgiuchidi nel 1214.
[modifica]
Acme
Mentre il Despotato d'Epiro crollò dopo appena
sessant'anni dalla sua costituzione, e l'Impero di Nicea
si occupava di riprendere Costantinopoli e togliere di
mezzo lo stato fantoccio dell'Impero latino, solo per
essere inglobato nel 1453 dagli Ottomani, Trebisonda
cercò di sopravvivere più a lungo dei propri rivali
diretti, gli altri stati successori.
L'Impero comneno fu perpetuamente in conflitto prima col
sultanato d'Iconio, poi con gli Ottomani, oltre che con
Bisanzio, le Repubbliche marinare italiane, e
specialmente Genova, la quale aveva una base a Salmastro
o Amasia, e minacciava i suoi confini. Il titolo di
impero era più teorico che pratico, la cui difesa venne
garantita soprattutto aizzando i rivali uno contro
l'altro e offrendo principesse in matrimonio con
generosissime doti, soprattutto ai Turchi dell'Anatolia
interna.
La distruzione di Baghdad da parte di Hulegu Khan nel
1258 rese Trebisonda l'estremo baluardo occidentale
della via della seta, ed ebbe accesso ad enormi
ricchezze sotto l'ala protettrice dei Mongoli. Marco
Polo tornò in occidente dal suo viaggio in Cina
attraverso questa città, nel 1295. Durante il governo
di Alessio III (1349-1390) la città divenne uno dei
maggiori centri commerciali e culturali al mondo.
Manuele III successe al padre Alessio III nel 1390 e si
alleò con Tamerlano, traendo vantaggio dalla vittoria
di questo sugli Ottomani nel 1402 alla Battaglia di
Ankara. Suo figlio Alessio IV diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
sua figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'Imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo. Pero
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che la
città aveva meno di 4000 soldati.
Giovanni IV non potè fare altro che vedere il proprio
impero fare la fine di Costantinopoli: il Sultano
Ottomano Murad II tentò di prendere la capitale per
mare nel 1442, ma fu bloccato dal mare in burrasca;
durante l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II
nel 1456, il governatore ottomano di Amiso attaccò la
città e, sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e
riscosse un forte tributo.
[modifica]
Declino e crollo
Giovanni IV si stava preparando ad un attacco stringendo
alleanze: diede sua figlia in moglie al figlio di suo
cugino, Uzun Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue
cristiano, capo della tribù del Montone Bianco, in
cambio della sua promessa di proteggere Trebisonda;
ottenne inoltre la protezione degli emiri di Sinope e
Karamania, e dal Re e dalle principesse di Georgia.
Sfortunatamente, il successore di Giovanni, suo fratello
Davide, salito al trono nel 1459, ripudiò questi
trattati. Strinse piuttosto alleanze con varie potenze
europee per ottenere aiuto contro gli Ottomani,
vaneggiando di oscuri piani e complotti che
comprendevano la conquista di Gerusalemme. Maometto
venne a sapere di queste trattative, e fu ancor più
provocato dalla richiesta di Davide II di rimuovere il
tributo imposto al fratello. La risposta arrivò nel
1461: Maometto partì da Bursa con una grande armata,
prima dirigendosi verso Sinope, il cui emiro si arrese
presto, quindi a sud attraverso l'Armenia, per
neutralizzare Usun Hasan. Una volta isolata Trebisonda,
Maometto vi si diresse prima che gli abitanti potessero
venire a sapere del suo arrivo, e strinse d'assedio la
città, che resistette un mese prima che l'Imperatore si
arrendesse il 15 agosto 1461. Alcuni castelli guidarono
una resistenza isolata per qualche settimana. L'Impero
di Trebisonda era ricco grazie alle miniere d'argento e
all'antica via commerciale di Tabriz. In seguito il
sostantivo in italiano "trebisonda" , in
"perdere la trebisonda", perdere la testa
ricorrendo al fatto che era un luogo raggiungibile con
tutte le rotte del Mar Nero, come rifugio dei marinai.
Il luogo fu così tempestato di tragici naufragi.
Un'altra causa fu che essendo l'ultimo baluardo
bizantino, l'ultima città a essere indipendente.
------------
Imperatori di Trebisonda
Alessio I Comneno (1204–1222)
Davide I Comneno (1204–1214)
Andronico I Gido Comneno (1222–1235)
Giovanni I Axuco Comneno (1235–1238)
Manuele I Comneno (1238–1263)
Andronico II Comneno (1263–1266)
Giorgio Comneno (1266–1280)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Teodora Comnena (1284–1285)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Alessio II Comneno (1297–1330)
Andronico III Comneno (1330–1332)
Manuele II Comneno (1332)
Basilio Comneno (1332–1340)
Irene Palaeologina (1340–1341)
Anna Comnena (1341)
Michele Comneno (1341)
Anna Comnena (restaurata, 1341–1342)
Giovanni III Comneno (1342–1344)
Michele Comneno (restaurato, 1344–1349)
Alessio III Comneno (1349–1390)
Manuele III Comneno (1390–1416)
Alessio IV Comneno (1416–1429)
Giovanni IV Comneno (1429–1459)
Davide II Comneno (1459–1461)
Estratto da "
8:12 AM
storici ha detto...
Giovanni IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1429
al 1459.
Salì al trono dopo la morte del padre Alessio IV
Comneno, di cui era il primogenito.
Ebbe il compito di far resistere Trebisonda, nonostate
la caduta di Costantinopoli. Il sultano ottomano Murad
II tentò di prendere la capitale per mare nel 1442, ma
fu bloccato da una burrasca. In seguito, durante
l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II nel 1456,
il governatore ottomano di Amiso attaccò Trebisonda e,
sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e riscosse un
forte tributo.
Giovanni IV si preparò a resistere stringendo alleanze:
diede sua figlia in moglie al figlio di suo cugino, Uzun
Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue cristiano, capo
della tribù del Montone Bianco, in cambio della sua
promessa di proteggere Trebisonda; ottenne inoltre la
protezione degli emiri di Sinope e di Karamania, e dal
re e dalle principesse di Georgia.

Giovanni Maria Comneno di Poti (da cui Giovanni Maria
Puoti) IV morì nel 1459, dopo trenta anni di glorioso
governo e gli succedette il fratello Davide II Comneno.

..
Davide II Comneno fu l'ultimo imperatore di Trebisonda
dal 1459 fino al 1461, anno in cui la città cadde.
Succedette al fratello Giovanni IV Comneno e, salito al
potere, ne annullò tutte le alleanze per collegarsi
invece con le Repubbliche Marinare e gli Occidentali,
vagheggiando piani di una nuova Crociata per
riconquistare Gerusalemme.
Quando l'imperatore ottomano Maometto II, venne a sapere
di queste trattative, gli chiese nel 1461 un tributo che
gli venne negato: la reazione di Maometto fu immediata,
partì da Bursa con un enorme esercito, prima
dirigendosi verso Sinope, il cui emiro alleato di
Trebisonda si arrese in breve tempo, e attaccando quindi
l'Armenia, il cui re, Usun Hasan, nonostante gli stretti
rapporti con Trebisonda, fu costretto anch'egli alla
resa.
Trebisonda era quindi isolata dal resto dell'Asia e
Maometto II procedette alla conquista dell'ultimo
brandello rimasto dell'Impero Bizantino antecedente alla
quarta crociata: l'intervento fu rapido e silenzioso,
tanto che contadini non diedero nessun allarme e
Maometto potè stringere d'assedio la città, difesa da
soli 5000 uomini. Dopo un mese di assedio Davide II si
arrese il 15 agosto 1461 e solo alcuni castelli
proseguirono una resistenza isolata per qualche
settimana.
...
Alessio IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1416
fino al 1429.
Figlio di Manuele III Comneno diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo.
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che vi
fossero tenuti meno di 4000 soldati.
Alessio IV morì nel 1429, gli sucedette il figlio
maggiore Giovanni IV Comneno despota di Poti (Georgia)
8:23 AM
storici ha detto...
Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni fu inviato come ambasciatore dallo zio Davide
Comneno nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome in Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi, zio di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Radelchi aveva sposato Anseperga ,
figlia di Re Desiderio.
Dai Poto Comneno derivano I Puoti Hohenstaufen Avril de
Burey Anjou Plantagenet
...
Da Historia Potorum
Poto , figlio di Re Adelchi e Gisla, sorella di Carlo
Magno
Dinastia Puoti di Heristal -
Poto muta il nome a Costantinopoli, come il padre
Adelchi che si chiamera' Flavius Jovius Patricius
Teodatis Potior , Despota e Patrizio di Bisanzio-
da cui i Comnander o Comnender , ovvero Despota , ovvero
Poto.
Il nome Poto o Poti torna con la Dinastia di Giovanni
Poto , da Poti in Georgia, figlio di Giovanni IV Comneno
despota di Colchide che prese il nome di Poti

Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni fu inviato come ambasciatore dallo zio Davide
Comneno nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi, zio di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Radelchi aveva sposato Anseperga ,
figlia di Re Desiderio.

Imperatore Giovanni Maria Comneno
Despota di Poti ----------------
Dai Poto Comneno derivano I Puoti Hohenstaufen Avril de
Burey Anjou Plantagenet ed i Granduchi Principi Putiatin
Pavlov Romanov e i Canmore
..............................
La linea di Giovanni Comneno di Poti (Georgia) e' quella
di un
Giovanni Poto ed Alfonso Poto seniore che appare, nella
seconda metà delXV sec
PUOTI(Imperatori
Comneni Paleologhi di Poti , detti
Paleologo
|
Dinastia Canmore o Potior discendenti del nipote di Re Desiderio e della regina Ansa Re Poto figlio di Re Adelchi e di Gisla Heristal . Il ramo dei Potior Canmore si stabili' in Gran Bretagna ed in Scozia , da cui deriva anche la linea di Isac Canmore o Comander detto il Comneno dalla fortezza di Komne presso Bisanzio (Castrum Poti o castello di Poto fondato dal figlio di Adelchi che a Costantinopoli muto' nome in Flavius Jovius Teodatis Patricius Bisancii)
Children of
Crinan (Cronan) "The Thane" Canmore, of Dunkeld (980-1045)
and Bethoc (Beatrice) MacAlpine of Scotland (984-1045)
(See 30, 29, 28 generations back)
1:00 AM
"Principi Puoti Pronipoti di Re Desiderio. a cura Prof. Vittoria Colonna"
Prof. Umberto dei Liberti ha detto...
Re Canuto (ossia figlio di Poto-Can Poto o potere
significa anche vecchio da cui seniore . Significa anche brillante da Kas(sanscritto) brillare ,ossia Auril Avril)Jhonn Poto Canuto o Seniore e' Giovanni Puoti , il ramo inglese , mentre il ramo bizantino di Re Poto e' Comneno di Poti e Paleologo o Gerontes , da cui seniore
Infine sulla presenza di Rogerio Paleologo a San Mauro Cilento
esiste il diploma di Ferdinando d"Aragona Re di Napoli del 6 ottobre
1463 nel quale il Sovrano concede a Rogerius Paleologus des Potus
come "devoto e illustre figlio di Thomas Despotus Moreae", le
rendite di alcuni terreni attorno alla Chiesa di San Mauro Cilento.
Diploma pubblicato tra gli altri anche in "The Palaeologos Family",
Malta, 1985, da Charles A. Gauci e Peter Mallat, che a pag. 22 ne
danno anche la riproduzione fotografica.e
Fonti
Antologia delle fonti altomedievali
a cura di Stefano Gasparri
e Fiorella Simoni
con la collaborazione di Luigi Andrea Berto
© 2000 – Stefano Gasparri per “Reti Medievali”
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XI
L’età vichinga
10. Il Regno danese di Inghilterra
(A) Wulfstan, Omelie, pp. 116, 119-120.
(B) Gesta del re Canuto, SRG, 11, 15-16, 18-19.
In Inghilterra alla metà del decimo secolo la presenza scandinava sembrava non creare più preoccupazioni ad una ormai forte monarchia anglosassone. Il figlio di Etelstano, Edgardo (959-975), faceva assumere alla monarchia i caratteri sacrali conferiti dall’unzione mentre veniva introdotta nel regno la riforma monastica che ebbe tra i più insigni rappresentanti il già citato abate Aelfrice l’arcivescovo Wulfstan. Poco dopo però nuovi attacchi vichinghi colpirono l’isola senza trovare resistenza da parte del figlio di Edgardo, Etelredo detto lo Sconsigliato (978-1016) divenuto re appena decenne. II volgere del millennio portò all’Inghilterra saccheggi e devastazioni, a stento contenuti da reiterati pagamenti. Ma Etelredo fece di peggio che pagare: per la notte del 13 novembre 1002 organizzò un massacro dei Danesi che vivevano in Inghilterra, provocando una serie di incursioni di rappresaglia. Sfibrati da una situazione insostenibile – che ci è descritta in una omelia di Wulfstan (A) – gli Anglosassoni finirono per accettare come re il danese Sven Barbaforcuta (1013-1014) mentre Etelredo si recava in esilio con la moglie Emma ed i figli.
Nel 1016 diveniva re il figlio di Sven, Canuto (m. 1035) che sposava Emma rimasta nel frattempo vedova di Etelredo. Abilità politica e circostanze fortunate portarono Canuto a costituire un impero che comprendeva l’Inghilterra, le isole a nord della Scozia, la Danimarca e la Norvegia. Il regno di Canuto, che era cristiano, è rimasto nella memoria del suo paese adottivo come un regno di pace, prosperità ed ordine. Incoraggiò questa memoria la vedova, Emma, che dopo, la morte del re, mentre cercava di instaurare un accordo tra i figli dei suoi due mariti, commissionò ad un monaco delle Fiandre un’opera – Gesta Cnutonis regis (1042) – dove si esaltasse il regno di Canuto porgendo contemporaneamente una versione idillica della loro transazione matrimoniale (B). In realtà Emma doveva poi morire in disgrazia, subito confinata in un monastero dal figlio Edoardo il Confessore (1042-1066), rimasto unico re alla prematura morte del fratellastro danese.
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(A) Carissimi, rendetevi conto della verità: il mondo precipita verso la fine, e quindi più passa il tempo più gli eventi mondani peggiorano.
[In primo luogo esamina le colpe dei cristiani, sudditi e governanti]
Tutti questi fatti ricordati sono gravi e terribili, capisca chi vuole. Eppure fatti ancora più gravi e svariati contaminano ora la nostra gente. Tradimenti e spergiuri dovunque, patti ripetutamente violati: è evidente, in questo popolo, che la collera del Signore ci sovrasta, se ne renda conto chi può.
E in realtà, la collera di Dio può forse provocare agli uomini un’onta maggiore di quella che continuamente ci colpisce a causa delle nostre malvagie azioni? Ad esempio, nel caso che uno schiavo fugga al suo signore, abbandoni la cristianità, passi ai Vichinghi, ed in seguito si scontri col thegn [1]: se lo schiavo uccide il thegn, non pagherà nulla alla famiglia dell’ucciso; mentre se il thegn uccide lo schiavo che prima era in suo possesso, pagherà il prezzo di un thegn. Per la collera divina, leggi di oltraggiosa viltà e tributi vergognosi sono ormai all’ordine del giorno tra di noi – capisca chi può – e molte disgrazie continuano a colpire questo popolo. Da lungo tempo non abbiamo più avuto alcun evento favorevole, né all’interno né fuori, ma abbiamo anzi subito dovunque devastazioni e persecuzioni continue. Per la collera divina da lungo tempo i Sassoni non hanno più riportato una sola vittoria e si sono lasciati completamente intimorire mentre, con il consenso di Dio, i pirati sono così forti che in battaglia un solo uomo ne mette in fuga dieci – qualche volta di più, qualche volta di meno – e tutto a causa dei nostri peccati. E spesso dieci o dodici pirati, l’uno dopo l’altro, oltraggiano la moglie di un thegn, o sua figlia, o una sua stretta parente, mentre il thegn, che prima si considerava potente, orgoglioso e coraggioso, rimane a guardare. E spesso uno schiavo fa prigioniero un thegn che prima era stato suo signore e, sempre a causa della collera divina, lo rende schiavo a sua volta. Ahimè quante sofferenze e quante pubbliche sventure sopportano ora gli anglosassoni, e tutto a causa della collera divina. Spesso due pirati, tre al massimo, trasportano da una riva all’altra schiere di cristiani di questo popolo accatastati insieme: segno di pubblica vergogna per tutti noi, se ancora fossimo in grado di provare vergogna. Ed invece tutte le sventure che subiamo, noi le ripaghiamo onorando coloro che ci tolgono l’onore. Li paghiamo in continuo e loro ci umiliano ogni giorno. Devastano e bruciano, saccheggiano, rubano, razziano sulle loro navi. Realmente, in tutti questi fatti, cosa appare se non una chiara e manifesta collera di Dio verso il nostro popolo?
Wulfstan, Omelie, pp. 116,119-120
[1] Cfr. sopra, capitolo 3, 12 (A), n. 2.
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(B) Per divina misericordia il forte eroe, Canuto, assunse il governo del regno, mise nelle posizioni appropriate i suoi seguaci e da allora fino alla morte resse pacificamente il regno degli Angli. […] Dopo aver messo ordine in tutto, non mancava al re che una nobilissima sposa. Comandò quindi di cercarla ovunque, per poterla ottenere legalmente ed associarla alla sua sovranità. Ambasciatori vengono mandati in regni e città a cercare la sposa per il re: si cerca per lungo e per largo ed infine si trova colei che è degna. La prescelta era dei territori della Gallia, e più precisamente della Normandia [1], era insigne per nascita e per ricchezze, ma soprattutto era superiore ad ogni altra donna del suo tempo per bellezza e prudenza, come si addice ad una illustre regina. Per tutte queste qualità il re aspirava molto ad averla, specialmente perché nasceva da una stirpe vittoriosa, che si era impadronita di una parte della Gallia a dispetto dei Franchi e del loro re. Ma perché mi dilungo? Il re manda a chiederla in sposa con doni regali e parole di preghiera. Ma lei rifiuta di sposarlo se lui prima non le promette con giuramento che – qualora Dio le conceda un figlio da lui – a questo figlio e non ad altri egli lascerà l’eredità del regno. Correva voce infatti che il re avesse avuto figli [2] da un’altra donna, per cui ella, pensando con prudente preveggenza ai propri, seppe con sagacia predisporre le cose a loro vantaggio. Piacque al re la risposta della fanciulla [3] ed alla fanciulla – ottenuto il giuramento piacque la volontà del re; e così, per grazia di Dio, Emma, la più nobile tra tutte le donne, diventò sposa del fortissimo re Canuto. Non molto tempo dopo, col favore di Dio, la nobilissima regina partorì un figlio [4]. […]
Come questo fanciullo crebbe, il padre, in piena prosperità, gli vincolò con giuramento il regno a lui soggetto, e quindi lo inviò con guerrieri scelti a ricevere il regno di Dania. Infatti Canuto, che inizialmente aveva il potere solo in Dania, era ora sovrano dei cinque regni di Dania, Anglia, Britannia, Scozia e Norvegia. Era inoltre divenuto amico degli ecclesiastici ed aveva con loro rapporti di familiare consuetudine, così che sembrava un vescovo con i vescovi per la cura della religione, un monaco con i monaci per l’umiltà della devozione. Difendeva i minori e le vedove, provvedeva agli orfani ed agli stranieri, conculcò le leggi inique ed i loro seguaci, promosse l’equità e la giustizia, costruì chiese e manifestò ad esse ogni rispetto, innalzò in dignità il clero ed i sacerdoti, ed impose ai suoi pace e concordia […].
Gesta del re Canuto, SRG, 11, 15-16, 18-19.
[1] Per tutelarsi da rivendicazioni della dinastia legittima, Canuto richiese la vedova di Etelredo, Emma, che era figlia di Riccardo I di Normandia e si trovava allora esule nella sua terra, presso il fratello, il duca Riccardo Il.
[2] Uno di questi figli di Canuto, Harald, riuscì infatti, alla morte del padre, a divenire per qualche tempo re di Inghilterra (1035-1040).
[3] L’autore dei Gesta scrive come se Emma non fosse mai stata sposata, ne avesse avuto figli.
[4] Hardcanute, nato nel 1019, re di Danimarca nel 1028, fu re di Inghilterra dal 1040 alla morte, avvenuta nel 1042.
2:44 AM
Storia di Castelpoto Storia del Regno di Napoli di Nicola Lettieri e tutte le fonti citate nei siti _______________________________________ Il Futuro dei Longobardi e' Princess Yasmin , pronipote di Re Desiderio!Commemorazione della Principessa Giovanna Puoti di Heristal hohenstaufen Plantagenet Intervento dello Storico Medievale -Principe Arch. Evanghelos Alaric Veruli pronipote di King Alaric Veruli(Genealogy of Goering ) di Anarnia von Gotha , Eudoxia , sposa di King Gaiseric Veruli von Saxsen Coburgo Gotha nipote di Potior Valens Valentianiano imperatore, figlia di Gallia Placida , da cui discende Re Desiderio. (Il Principe Arch E. Veruli von Gothard e' l'ultimo discendente diretto della dinastia che ha creato l'Almanacco del Gotha europeo, sua erede e la Principessa Vula Veruli, la cui madre e' la prof. Rosamaria Macedonio Aprile von Puoti di Heristal Hohenstaufen Plantagenet -Storico medievale. La Principessa Rosemarie vedova del Principe Vincenzo Macedonio di Locri e Grotteria e' uno degli storici e genealogisti medievali piu' apprezzati. E' Presidente del Comitato scientifico Genealogico del Green Princes Trust) Relazione Convegno Giovanna Aprile Puoti di Heristal Hohenstaufen Plantagenet , Discendente legittima e diretta di Re Poto di Heristal Hohenstaufen Plantagenet Principe di Costantinopoli , Patrizio di Bisanzio, Principe e duca di Castello Puoti o Castelpoto e di Frignano Piccolo, o Curtis Langobardorum Ferramanu, Attuale Villa di Briano, da cui proviene il figlio prediletto Giuseppe ed i suoi figli La dinastia Puoti reca nel suo DNA, in modo imperativo ed irrinunciabile , una memoria che reclama di essere preservata dall'oblio , al fine di scongiurare che vada irrimediabilmente perduta la verita' latente, sia pure evidente , della stirpe dell'Ultimo Re dei Longobardi e della Regina Ansa, figlia dei Re Pendagrom di Scozia Inghilterra, dinastia Malcom Canmor -(Potior), linea Anjou Plantagenet.Cio' anche al fine di preservare, per la discendenza i legami sentimentali e di sangue dei nipoti ,con la nonna Giovanna Puoti che, morendo si fece promettere, dal figlio prediletto Giuseppe Aprile von Hohenstaufen Puoti , di preservare gli archivi storici di famiglia.La nonna Giovanna Puoti , poetessa, spiegava ai figli e nipoti che la sua famiglia era cosi' importante che anche i catenacci erano d'oro e portavano lo stemma e che per visitare i loro feudi, non bastavano mesi, in quanto si estendevano anche ai castelli Puoti inglesi detti Potton o Powis(indicati come cespiti di Londra, andati per sempre perduti). Essendo palese che proprio dal recupero della memoria perduta della nonna Giovanna Puoti , e' stato possibile trovare il filo di Arianna ,per far luce sui secoli bui della sindone e recuperar le bende e le reliquie del golgota e del Sinai, che, dagli imperatori bizantini, finirono a Federico II. (Avvenire 14 febb 97 -Speciale Sindone Rai Tv montecarlo:Baima bollone , la tesi e' degna di Fede), e' d'uopo che nell'interesse stesso dell'agalmonia e recupero della memoria storica collettiva ,che andrebbe ineluttabilmente perduta, le generazioni future portino in serbo un patrimonio spirituale che va preservato dall'oblio . Premessa Il Principe Giuseppe Aprile Puoti (di Heristal Hohenstaufen Plantagenet), discende dalla linea diretta e di primogenitura di Re Poto di Costantinopoli, da cui ebbe origine anche il ramo cadetto del Marchese Giovanni Maria Puoti di Castelpoto, da cui anche il Marchese Basilio Puoti linea dei Colonna , Aragona - Caracciolo, Pignatelli , Medici Obrescoff , Aquaviva,Putiatin . I Puoti ascendenti e discendenti degli Heristal Hohenstaufen Plantagenet I Puoti o Poti , originari di Castello Poto o Castelpoto, discendono da Re Poto , o Potone, detto anche duca di Brescia ,Baudo ,nella Tragedia dell'Adelchi di Manzoni,come Scrive lo storico Lettieri ) vedi anche etimologia di Castelpoto. Re Poto fu battezzato , secondo il rito longobardo , come Rex Langobardorum et Romanorum , Patricius Romanorum , Defensor Romanorum - Il titolo di Patricius Romanorum , non e' quello di patrizio, secondo la consulta savoiarda, ma quella romana, ed indica La Stirpe imperiale della Gens Potitia (ovvero custode dei miti di Ercole). Lo stesso Carlo Magno, supplico' il Papa per ottenere il rango di Patricius Romanorum che dava il titolo divino di Flavius , Jovius(da cui Baudo) Teodosius . King Poto era figlio di Re Adelchi , detto anche Adalgiso, negli atti di Cancelleria denominato Flavius Jovius Adalgiso o Adelkis Rex Romanorum , in cui si firma congiuntamente alla madre Preecellentissima Regina Ansa e Flavius Potior Rex Desiderius , ossia Pothos, o Poto, dal greco che significa Desiderio. La madre di king Poto e' la Regina Gisla Heristal , sorella di Carlo Magno- Numerosi matrimoni congiunsero la dinastia di Re Desiderio a tutte le dinastie Regnanti d'Europa. Ed infatti Re Poto , ebbe per sorella l'imperatrice Ageltrude di Spoleto, moglie del RE Guido , duca di Spoleto, da cui discende il Barbarossa. La stessa madre del Barbarossa e' pronipote di Re Desiderio , in quanto Liutperga, figlia di Re Desiderio e zia di Re Poto, sposo' il duca di Baviera. Re Desiderio discendeva inoltre da Potior Valens Valentiniano imperatore d'Occidente ed Oriente, la cui figlia Gallia Placida sposo' l'imperatore Costanzo , figlio di Costantino.(infatti la Famosa Croce di Re Desiderio porta in cuore il ritratto in smalto di Gallia Placida ed i figli, antenati di Re Desiderio) Re Desiderio discendeva altresi' dalla linea gotico sicambrica-merolitinga di King Alaric Veruli e di Aubry o Avril, in provenzale Avrillon che significa nato in Aprile , in tedesco Veiblinghen, o der Vaibil, da cui Staufen che traduce in Bretagne Ex Aufen ovvero Dalla Coppa, in quanto simbolo di Venere , detta anche Aphros o Aprile o Avril. Il nome arcano di Poto ,da cui Desiderio ,deriva infatti dalla mistica di Potiri che e' nome della coppa o di Venere, nel linguaggio graalico interscambiabile con Fortis o Venere. Fortis allude a Boaz, linea di Davide e di Salomone. ------------------------------ Il nome arcano dei Puoti negli armoriali di Normandia e' quindi Avril de Potior o Pot , ovvero Avril de Saint Genis Saintonge, che significa Sacra Progenie di Venere o Coppa Santa, in tedesco STAffa di Venere, Pietra santa ovvero Veiblinghen Beinstein, detti Buren - Burey ---------------------------------------- Tornando a Re Poto , egli sopravvive alla sconfitta dei Longobardi, unitamente al Padre Adelchi ,che diventa anche con il figlio Poto,Principe , Despota di Bisanzio - Le sorelle di Adelchi , quindi zie di Poto , sono capostipiti dei Regnanti d'Europa. Infatti Liutperga sposo' i duchi di Baviera, capostipiti dei Sax Coburgo Gotha, Wittelsbach e Franconia. ------ Ermengarda sposo' Carlo Magno, da cui ebbe tre figli ----- Gerberga sposo' CarloManno, da cui ebbe 5 figli , eredi del Trono degli Heristal, spodestati da Carlo Magno che ripudio' , per motivi politici Desiderata o Ermengarda. ----------------------------- Adelperga sposo' re Arechi di Benevento, dando origine alla linea dei Grimaldi di Monaco , da Grimoaldo II , figlio di Grimoaldo che aveva sposato una figlia di Re Poto ------------------------------------------ Anselperga e' Badessa di Santa Giulia Abbazia di Brescia, fondata dalla Regina Ansa e da Re Desiderio, in cui si articola la Tragedia dell'Adelchi di Manzoni. ---------------------------------- Dopo il ripudio di Ermengarda , Carlo Magno, dinastia Heristal , gia' connessa a quella dei Mrovingi, (in quanto Grifone, figlio di Carlo Martello e di Sonichilde, stirpe longobarda di Tassilone di Baviera, connessa a Re Desiderio, sposo' Gertrud Hildegard , nipote di Aubry o Avril, nipote di Re Dagoberto II, da cui i der Vaibil o Avril de Saint Genis Burey Anjou, detti anche Grifoni Heristal di Lanslebourg, da cui gli Hohenstaufen ),dona in sposa al figlio di Poto, detto Poto o Potone , la figlia Hildegard Gertrud Gisela, avuta da Hildegard di Svevia, o Schwaben , linea da cui ebbe origine, il nome der Vaibil o Staufer , Buren , Schwaben : la dinastia Sveva Hohenstaufen. Ne discende che i Puoti , in quanto discendenti di Re Poto sono di Heristal von Hohenstaufen, per plurime ascendenze e discendenze - Infatti - gli Hohenstaufen discendono dai Re Pendagrom del Galles Carctaco, ossia il padre della Regina Ansa e dai Re Canmore , o Malcom , Re Potior .Lo stesso Barbarossa e' pronipote , con i duchi di Spoleto ,di Re Desiderio, antenati di Federico II. Inoltre Costanza, madre dell'imperatore Federico, e' discendente di Guiscardo d'Altavilla che sposo' Sikelgaita, figlia del Principe di Salerno Guaimario, , pronipote di Re Poto. -------------------- I Puoti sono diretti discendenti altresi' di Gisla Herisal , madre di Re Poto, il cui figlio Poto o Potone sposa la figlia di Hildegard di Svevia, ceppo Avito dei Buren o Veiblinghen o dei Vaibil detti anche Avril de Saint Genis Burey anjou o Staufer , oppure Hohenstaufen . Dalla dinastia di Re Poto e di Hildegard Gisela ha origine dunque la prosapia der Vaibil o Hohenstaufen! La Regina Ansa d'Anjou Plantagenet , linea dei Re Caractaco , trasmette altresi' ai Puoti la memoria Plantagenet, di cui sono gli ultimi aventi diritto, essendo tale dinastia estinta. Tutto cio' premesso i Principi Puoti sono ascendenti degli Hohenstaufen e discendenti per plurimi legami di intrecci familiari. Quindi per la tutela e preservazion della memoria storica, e' bene ricordare che I Principi Puoti sono Puoti di Heristal Hohenstaufen Plantagenet- Fonti Storiche : Historia Potorum ed. alke' Manzoni:Adelchi Storia di Castelpoto Storia del Regno di Napoli di Nicola Lettieri e tutte le fonti citate nei siti Consultare altresi' sui siti : Genealogie di Goering :king Alaric Veruli - Genealogy Queen Ansa Genealogy King Desiderio Genealogy Gisla Heristal wife of King Adelkis Origine di Castelpoto Poto nipote di Re Desiderio e Re Arechi King Poto Capostipite dei Principi Puoti